Materiali de Feo

La filosofia di fronte alle scienze

Nicola Massimo de Feo, 05/10/2021

Datato: 18/03/1962

In occasione del XIX Congresso Nazionale di Filosofia (1962), Nicola Massimo de Feo sottolinea l’importanza di un atteggiamento problematico e problematizzante dell’uomo rispetto all’uomo, di un’attitudine questionante che riguardi l’essere umano nella sua essenza e nella sua esistenza all’interno della situazione storica degli anni ’60. Questa esigenza chiarificatrice ha valore ontologico nella misura in cui interroga «ciò che noi siamo ora», ciò che facciamo e ciò che vogliamo; essa è necessaria per una trasformazione dei concetti tradizionali di scienza, filosofia, religione ed esistenza, una trasformazione che rifiuti il «malcostume» del puro pensiero oggettivistico davanti al quale l’essere umano è mero spettatore esterno.

Bandiere nere su Kreuzberg

Nicola Massimo de Feo, 29/03/2021

Datato: 01/01/1982

In tutto il suo svolgimento, il pensiero di De Feo è segnato da un serrato confronto con gli eventi storici e il dibattito filosofico della Germania del Novecento. La sua ricerca storica e filosofica parte dall’esperienza rivoluzionaria della Comune di Parigi, per poi concentrarsi sulla storia tedesca dalla fine del XIX secolo sino all’emergere dei nuovi movimenti autonomi che si svilupparono nelle metropoli tedesche negli anni a cavallo tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80. Nello specifico, il lavoro di inchiesta militante di De Feo sulla composizione dei nuovi movimenti fu molto importante perché fu uno dei primi ad analizzare «le nuove tendenze dell’autonomia dopo Stammheim e il 7 aprile, dentro e contro lo stato d’emergenza e il “nuovo fascismo”». Gran parte di questa ricerca confluirà nell’articolo che qui vi riproponiamo, intitolato Bandiere nere su Kreuzberg, pubblicato nel 1982 sulla rivista “Controinformazione”, in cui viene analizzata la repressione e la resistenza del grande movimento di occupazione di case, come espressione dell’illegalità di massa e della riappropriazione sociale diretta, praticata dal proletariato multinazionale del più grande quartiere-ghetto di Berlino ovest. Infine ci preme sottolineare che ad uno sguardo retrospettivo l’articolo è ancora più interessante, in quanto racconta, in presa diretta, il primo movimento autonomo europeo contro i processi di riqualificazione urbana e gentrificazione che nei decenni successivi si estenderanno a tutte le metropoli del continente.

Globalizzazione e morale

Nicola Massimo de Feo, 02/03/2021

Datato: 01/01/1998

In Globalizzazione e morale del 1998, emerge l’esigenza di una morale e di una riflessione etica volte alla riappropriazione del sé, di contro a una dimensione dominata dall’imperativo del mercato neoliberale che schiaccia sotto la norma dell’utilitarismo le possibilità di auto-determinazione delle soggettività, delle loro relazioni, dei loro bisogni e desideri. In questo senso, il carattere negativo della morale o tale «immoralismo» assume la forma del rifiuto di ogni tentativo di normalizzazione, disciplinamento, tabù; una riflessione che, nel tentativo di disfarsi della logica imposta dalla globalizzazione, non ricade nella restaurazione dell’integralismo etico, bensì sovverte l’imperativo in quanto tale, proiettandosi verso la piena liberazione del sé, delle relazioni, del linguaggio, della sessualità, dei bisogni.

Su de Feo

La guerra civile nella filigrana del demoniaco

Roberto Nigro, 24/05/2021

Datato: 01/01/2015

Pubblichiamo qui il testo « La guerre civile dans le filigrane du démoniaque », in cui Roberto Nigro ha problematizzato la dialettica defeiana tra rivoluzione sociale e rivoluzione politica. I due elementi costituiscono, secondo de Feo, la dialettica immanente della politica in quanto rapporto tra forze storicamente determinate. Il rapporto differenziale come costituente tanto l'antagonismo politico quanto gli stessi soggetti in relazione eredita una concezione "materialista" della politica e della dialettica sviluppata nel XIX secolo da Karl Marx, Friedrich Nietzsche e, in qualche misura, da Max Stirner. La creazione di questo meccanismo causale si è storicamente sviluppata in dispositivi filosofico-pratici spesso in reciproca divergenza. Perciò la loro genealogia e l'individuazione dell'immanenza del rapporto differenziale come elemento comune al pensiero di Nietzsche, Marx e Stirner, oltre che nelle pratiche di differenti tradizioni rivoluzionarie, costituisce un tema di interesse verso l'opera di de Feo. Attraverso di essa, Roberto Nigro traccia alcuni elementi di partenza per una discussione a questo proposito, allegando nella seconda parte del testo un richiamo all'uso "attiguo" ma non sovrapponibile della nozione di «guerra civile» in Michel Foucault.

La guerre civile dans le filigrane du démoniaque

Roberto Nigro, 24/05/2021

Datato: 01/01/2015

Nous publions ici le texte « La guerre civile dans le filigrane du démoniaque » (traduction IT :https://www.archiviodefeo.it/su-de-feo/la-guerra-civile-nella-filigrana-del-demoniaco), dans lequel Roberto Nigro questionne le rapport entre révolution sociale et révolution politique, avancé par de Feo. Dans l’analyse de de Feo, les deux éléments constituent une dialectique immanente en tant que rapport entre des forces historiquement déterminées. Le rapport différentiel, qui est producteur à la fois de l'antagonisme politique et des sujets-mêmes qui entrent en relation, hérite d’une conception « matérialiste » de la politique et de la dialectique développée au 19e siècle par Karl Marx, par Friedrich Nietzsche et, d’une certaine façon, par Max Stirner. La création de ce mécanisme causal s’est historiquement développée par des dispositifs philosophico-pratiques souvent en divergence entre eux.

C'est pourquoi la généalogie et la découverte de l'immanence du rapport différentiel comme élément commun à la pensée de Nietzsche, de Marx et de Stirner, ainsi comme dans les pratiques de plusieurs traditions politiques, constituent un thème d'intérêt pour l'œuvre de de Feo. En s’appuyant sur l’œuvre de De Feo, Roberto Nigro trace quelques éléments de base pour une discussion à ce propos, en ajoutant – dans la deuxième partie du texte – un rappel à la façon dont Michel Foucault a employé la notion de « guerre civile » pendant les années 1970 (depuis La Société punitive jusqu'à Il faut défendre la société).

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