Su de Feo

La crisi dell'umanità europea e il ruolo della ragione. Un dialogo con Giuseppe Semerari e Nicola Massimo de Feo

Annalisa Dimola, 15/04/2021

Datato: 15/03/2021

Proponiamo un saggio di Annalisa Dimola, pubblicato sulla rivista «Logoi.ph – Journal of Philosophy», dedicato al rapporto tra Giuseppe Semerari e Nicola Massimo de Feo. Il testo, che procede da un'analisi comparata dei due filosofi dell'Università di Bari ad una loro «possibile sintesi», restituisce il quadro storico della facoltà barese entro cui Semerari e de Feo hanno sviluppato le loro rispettive teorie.

Ringraziamo l'autrice e Annalisa Caputo, fondatrice e direttrice scientifica della rivista, per averci concesso la riproduzione del testo.

L'esperienza di Nicola Massimo de Feo. Elementi per una ricostruzione

Ottavio Marzocca, 09/01/2021

Datato: 01/01/2006

Proponiamo qui una presentazione della biografia filosofica, politica e accademica di Nicola Massimo de Feo, preparata da Ottavio Marzocca per presentarne il profilo nell'introduzione al volume La solitudine non è una festa. Il pensiero militante di Nicola Massimo de Feo, in cui sono raccolti i diversi interventi dei partecipanti al Seminario di Studi in ricordo del filosofo barlettano, tenutosi il 21 novembre 2005 presso l'Università di Bari. Nel volume, sono presenti i testi, rivisti dagli autori, delle relazioni presentate in quell’occasione dallo stesso Ottavio Marzocca, Sandro Mezzadra, Toni Negri, Roberto Nigro, degli interventi di Alberto Altamura, Paolo Filippo Cillo, Pierangelo Di Vittorio, Andrea Russo, Marco Schirone, Anna Simone, Maria Sinatra, oltre che la ricostruzione della giornata, proposta da Marino Centrone, e un articolo di Furio Semerari (2002) scritto nelle settimane successive alla morte di de Feo.

Il tragico corpo nietzscheano di Gilles Deleuze

Rita Casale, 15/11/2020

Datato: 01/12/1996

Pubblicato nel 1996, a distanza di un anno dalla morte di Gilles Deleuze, questo testo di Rita Casale, allora dottoranda nonché allieva e interlocutrice di Nicola de Feo, ripercorre il tema nietzschiano della corporeità nella riflessione dell'autore di Nietzsche e la filosofia (1962). In particolare, è interessante rilevare, tra le altre, la decisa lettura di Casale, che trova in Deleuze – con alcuni accenti simili all'interpretazione defeiana – una definizione materialista di corpo come «fenomeno molteplici la cui unità si determina a partire da rapporti di forza» (Casale, p. 586). Questa operazione ermeneutica e teoretica ci consegna il Nietzsche deleuziano dentro il contesto del pensiero dell'immanenza come filosofia sulla/della vita, irriducibile – perché contrapposto – a quanto i suoi interpreti heideggeriani hanno indicato definendo sottraendo così il pensiero del filosofo francese alla definizione di «metafisico della corporeità».

Materiali de Feo

Bandiere nere su Kreuzberg

Nicola Massimo de Feo, 29/03/2021

Datato: 01/01/1982

In tutto il suo svolgimento, il pensiero di De Feo è segnato da un serrato confronto con gli eventi storici e il dibattito filosofico della Germania del Novecento. La sua ricerca storica e filosofica parte dall’esperienza rivoluzionaria della Comune di Parigi, per poi concentrarsi sulla storia tedesca dalla fine del XIX secolo sino all’emergere dei nuovi movimenti autonomi che si svilupparono nelle metropoli tedesche negli anni a cavallo tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80. Nello specifico, il lavoro di inchiesta militante di De Feo sulla composizione dei nuovi movimenti fu molto importante perché fu uno dei primi ad analizzare «le nuove tendenze dell’autonomia dopo Stammheim e il 7 aprile, dentro e contro lo stato d’emergenza e il “nuovo fascismo”». Gran parte di questa ricerca confluirà nell’articolo che qui vi riproponiamo, intitolato Bandiere nere su Kreuzberg, pubblicato nel 1982 sulla rivista “Controinformazione”, in cui viene analizzata la repressione e la resistenza del grande movimento di occupazione di case, come espressione dell’illegalità di massa e della riappropriazione sociale diretta, praticata dal proletariato multinazionale del più grande quartiere-ghetto di Berlino ovest. Infine ci preme sottolineare che ad uno sguardo retrospettivo l’articolo è ancora più interessante, in quanto racconta, in presa diretta, il primo movimento autonomo europeo contro i processi di riqualificazione urbana e gentrificazione che nei decenni successivi si estenderanno a tutte le metropoli del continente.

Globalizzazione e morale

Nicola Massimo de Feo, 02/03/2021

Datato: 01/01/1998

In Globalizzazione e morale del 1998, emerge l’esigenza di una morale e di una riflessione etica volte alla riappropriazione del sé, di contro a una dimensione dominata dall’imperativo del mercato neoliberale che schiaccia sotto la norma dell’utilitarismo le possibilità di auto-determinazione delle soggettività, delle loro relazioni, dei loro bisogni e desideri. In questo senso, il carattere negativo della morale o tale «immoralismo» assume la forma del rifiuto di ogni tentativo di normalizzazione, disciplinamento, tabù; una riflessione che, nel tentativo di disfarsi della logica imposta dalla globalizzazione, non ricade nella restaurazione dell’integralismo etico, bensì sovverte l’imperativo in quanto tale, proiettandosi verso la piena liberazione del sé, delle relazioni, del linguaggio, della sessualità, dei bisogni.

Cerca nel sito