Il tragico corpo nietzscheano di Gilles Deleuze

Rita Casale, 15/11/2020

Datato: 01/12/1996

Pubblicato nel 1996, a distanza di un anno dalla morte di Gilles Deleuze, questo testo di Rita Casale, allora dottoranda nonché allieva e interlocutrice di Nicola de Feo, ripercorre il tema nietzschiano della corporeità nella riflessione dell'autore di Nietzsche e la filosofia (1962). In particolare, è interessante rilevare, tra le altre, la decisa lettura di Casale, che trova in Deleuze – con alcuni accenti simili all'interpretazione defeiana – una definizione materialista di corpo come «fenomeno molteplici la cui unità si determina a partire da rapporti di forza» (Casale, p. 586). Questa operazione ermeneutica e teoretica ci consegna il Nietzsche deleuziano dentro il contesto del pensiero dell'immanenza come filosofia sulla/della vita, irriducibile – perché contrapposto – a quanto i suoi interpreti heideggeriani hanno indicato definendo sottraendo così il pensiero del filosofo francese alla definizione di «metafisico della corporeità».

Un Nietzscheanesimo senza riserve. L'opera di Nicola Massimo De Feo tra Marx e Heidegger

Roberto Nigro, 30/05/2020

Datato: 01/01/2006

Il presente testo era, originariamente, l'intervento di Roberto Nigro al convegno Ragione e rivolta: Sul pensiero di Nicola Massimo de Feo, organizzato e tenutosi presso l'Università degli Studi di Bari nel 2005. È presente, inoltre, nella raccolta degli interventi, La solitudine non è una festa. Il pensiero militante di Nicola Massimo de Feo (2006), curato da O. Marzocca per Mimesis.

«Io lo chiamavo Massimo»

Antonio Negri, 02/04/2020

Datato: 01/01/2005

Riportiamo qui la prefazione di Toni Negri alla raccolta di «scritti minori» di de Feo Ragione e rivolta, curata da Ottavio Marzocca e pubblicata nel 2006 dalla casa editrice Mimesis. Ringraziamo Toni per il sostegno al progetto e per aver concesso la ripubblicazione del breve ma intenso ricordo del suo «amico e fratello».

Un'altra Weimar è possibile?

Andrea Russo, 14/03/2020

Datato: 01/11/2009

Pubblicato nel 2009 ne L'uniforme e l'anima. Indagini sul vecchio e nuovo fascismo, il testo di A. Russo provava a interrogarsi sull'attualità della figura di Weimar. Al centro c'è la questione spinosa della crisi, il cui statuto è mutato da «fase» (della teoria ciclica del marxismo classico) a «norma». Pur scritto in una determinata congiuntura, un anno dopo lo scoppio della Crisi del 2008, questo saggio di Russo può essere utile per comprendere un possibile innesto dell'elaborazione teorica di de Feo con le teorie post-foucaultiane contemporanee, e in questo caso, in particolare con quella agambeniana.

Questo è il primo testo della sezione Su de Feo, uno dei cui obiettivi sarà proprio quello di sondare i possibili innesti con le teorie e le analisi attuali, nella loro diversità e molteplicità di orientamenti e letture.