Nicola Massimo de Feo

Archivio de Feo, 28/02/2020

Materiale datato: 28/02/2020

Introduzione biografica di Nicola Massimo de Feo

Nicola Massimo de Feo


Nicola Massimo de Feo (Barletta 1939 - Bari 2002) ha insegnato Filosofia Morale, dal 1970 al 1977, all'Università di Lecce e, dal 1971 al 2001, all'Università di Bari. Già prima di questa esperienza aveva avviato un'intensa collaborazione con alcune delle riviste più importanti del panorama culturale italiano ("Giornale critico della filosofia italiana", "Aut aut", "Critica marxista", "Problemi del socialismo", "Critica storica"), e aveva pubblicato studi di grande rilievo sul pensiero di Kierkegaard, Nietzsche, Heidegger, Weber, Lukács, che influenzeranno molto la sua originale interpretazione di Marx e dei marxismi.

Dopo la rottura con il PCI, apertasi a partire dal 1968 e compiutasi nel 1971, de Feo si avvicina, senza però mai aderire come militante, a Potere Operaio e a Il Manifesto prima, e al PdUP (Partito di Unità Proletaria) poi. Sono questi gli anni in cui si intrecciano intensamente il marxismo e il suo «pensiero del negativo», nella prosecuzione degli studi iniziati negli anni di formazione e le sue letture operaiste e, in particolare, quelle di Negri. Uno studio che attraverserà la seconda metà della sua vita, fino al 2002, e di cui si vedranno i risultati negli ultimi tre lavori pubblicati tra gli anni Novanta e l'alba dei Duemila.


Traduttore e curatore di Fenomenologia e teologia di Heidegger (1974; 1994), è stato autore dei volumi: Kierkegaard, Nietzsche, Heidegger. L’ontologia fondamentale (1964); Analitica e dialettica in Nietzsche (1965); Prassi e scienza sociale (1968); Introduzione a Weber (1970); Weber e Lukács (1971); Max Weber (1975); Riformismo, razionalizzazione, autonomia operaia (1992); L’autonomia del negativo tra rivoluzione politica e rivoluzione sociale (1992); La ragione sovversiva (2002).

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